Secondo un rapporto pubblicato dall'International Institute for Management Development con sede in Svizzera, la Corea ha totalizzato un punteggio di 3,98 su 10 nell'indice di fuga dei cervelli.
Un punteggio di 10 significa fuga di cervelli zero, mentre un punteggio pari a 1 significa un esodo di tutti i lavoratori qualificati di un paese.
Il punteggio mostra che 6 su 10 lavoratori qualificati in Corea vogliono lasciare il paese. La Corea si classifica 44° su 61 paesi, situazione leggermente migliorata rispetto al passato, nonostante lo scorso anno si fosse posizionata 37°.
I primi cinque paesi al mondo che riescono a "trattenere" i lavoratori qualificati sono la Norvegia, la Svizzera, la Finlandia, la Svezia e gli Stati Uniti, che offrono una elevata qualità di vita e sono in grado anche di attrarre talenti dall'estero.
La Corea si è classificata più in basso di Malesia (19°), Turchia (25°), Thailandia (28°) e India (29°).
Il Paese si è classificato non molto bene anche in termini di motivazione al lavoro, attestandosi al 54° posto tra i 61 paesi nello studio. Tra i primi Paesi troviamo invece Hong Kong (7°), Taiwan (9°), Malesia (10°) e Giappone (11°).
Oltre alla Corea, si trovano in una posizione non proprio positiva il Brasile (50°), l'Argentina (56°), il Venezuela (59°) e la Grecia (49°).
Il motivo per cui le persone di talento si trasferiscono all'estero è riconducibile al fatto che le imprese e il governo non forniscono condizioni e posti di lavoro che li soddisfino. Gli Stati Uniti stanno potenziando la propria quantità di lavoratori stranieri altamente istruiti, mentre la Cina è in grado di attirare di nuovo i lavoratori qualificati dall'estero perché offre posti e condizioni di lavoro adeguati.
Molti opinionisti pensano che la Corea non riuscirà a trattenere i propri talenti, perché il paese non è in grado di soddisfare le loro esigenze di carriera fornendo posti di lavoro di alta qualità e delle adatte riforme nel mercato del lavoro.
Cr: Chosun Ilbo
Tr: Ciao Korea
Foto: S1.dmcdn

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