Lee Jay-hyun del conglomerato CJ Group è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per appropriazione indebita, abuso di fiducia e evasione fiscale. L'uomo dovrà pagare anche un totale di 25.2 miliardi di won di multa.
Solo il mese scorso la Seoul High Court aveva accolto la sua richiesta di sospendere la pena detentiva fino al 21 marzo per cure ospedaliere. L'impresario soffre della malattia di Charcot-Marie-Tooth, di pressione alta, di colesterolo alto e malattie renali.
Egli fu incriminato nel luglio del 2013 per abuso di fiducia e appropriazione indebita di 160 miliardi di won dalle casse della sua azienda ed è stato poi condannato dalla Seoul High Court lo scorso anno a tre anni di carcere e a una multa di 25.2 miliardi di won.
La Corte Suprema, tuttavia, ha rinviato il caso a settembre di quest'anno, chiedendo a un giudice di grado inferiore di riconsiderare la pesante condanna per violazione di fiducia. La Corte ha dichiarato che: "Come presidente di un importante conglomerato, Lee ha commesso reati come evasione fiscale, appropriazione indebita e abuso di fiducia con l'obiettivo di incrementare la sua fortuna personale".
Questa sentenza è insolitamente rigida per la Corea, dove i potenti magnati sono spesso agevolati con condanne poco severe.
Cr: Chosun Ilbo
Tr: Ciao Korea

Nessun commento:
Posta un commento