Seoul e Tokyo hanno confermato che l'esercito giapponese non potrà entrare nella Penisola coreana senza il consenso della Corea del Sud.
Mercoledì, a Seoul, il direttore generale della Politica Internazionale presso il Ministero della Difesa Yoon Soon-ku e il suo omologo giapponese Atsuo Suzuki hanno tenuto i loro primi colloqui sulla politica militare tra Corea del Sud-Giappone dopo più di due anni.
Secondo il direttore generale Yoon, la delegazione giapponese ha riferito che Tokyo aveva confermato tale posizione durante la sua revisione dei disegni di legge circa il diritto dell'autodifesa collettiva promossa dall'amministrazione di Shinzo Abe.
Durante i colloqui al Shangri-La Dialogue di maggio tra i ministri della Difesa delle due nazioni, il Giappone aveva dichiarato che Tokyo avrebbe chiesto il consenso di Seoul prima di inviare le sue forze di autodifesa nella Penisola coreana in una situazione di emergenza.
Il direttore generale Yoon ha affermato che il Giappone aveva anche chiesto di perseguire un programma di collaborazione tra i due Paesi nei settori d'intelligence e logistico, ma la Corea del Sud ha respinto tale proposta, affermando che avrebbe prima chiesto il parere del popolo.
Per quanto riguarda la Corea del Nord, le due parti hanno convenuto che Pyongyang potrebbe attuare delle provocazioni intorno al 10 ottobre, in concomitanza con il 70° anniversario della fondazione del Workers' Party.
I colloqui bilaterali tra i due Paesi sulla politica militare sono stati tenuti ogni anno a partire dal 1994, ma furono sospesi dal 2013, a causa delle controversie sorte dalle differenti visioni storiche delle due nazioni.
Cr: Yonhap
Tr: Ciao Korea

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