Si è giunti a questa conclusione tramite una ricerca del 'Korean Institute of Criminology' che comprende indagini sul campo in Vietnam, Thailandia, Cambogia e Filippine, alcuni studi delle relazioni delle Nazioni Unite ed altri documenti pertinenti, interviste con operatori locali sociali e vicini, e i registri degli arresti nelle stazioni di polizia locali.
Secondo il CCI, gli assistenti sociali di quei paesi sostengono che i turisti coreani superano quelli di tutte le altre nazionalità in termini di frequenza delle loro visite alle prostitute. Non vi sono dati concreti a sostegno di tali affermazioni, ma un conteggio di turisti che frequentano bar collegati alla prostituzione e i conti di chi lavora nel campo sembrano confermarle.
Le Filippine, per esempio, hanno ricevuto la visita di un totale di 920.000 coreani nel 2011, ovvero il più grande gruppo di visitatori stranieri. La Cambogia è stata visitata da 340.000 coreani nello stesso periodo (anche in questo caso il gruppo più grande), mentre in Vietnam i turisti coreani costituiscono il secondo gruppo dopo i cinesi.
Nel suo report del 2010, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine ha dichiarato che gli uomini coreani sono stati i clienti principali delle prostitute bambine in Cambogia, Thailandia e Vietnam.
La relazione annuale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sul traffico di esseri umani indica gli uomini coreani come i principali clienti delle prostitute bambine nel Sud-Est asiatico e le isole del Pacifico, e ha aggiunto che il governo coreano non ha ancora trovato una soluzione per fermare i deliquenti e frenare questa tendenza.
Il rapporto KIC ipotizza che la causa principale della situazione sia la mancanza di senso di colpa riguardo il sesso a pagamento. Un sondaggio su 900 persone condotto dall'Istituto nel mese di ottobre dello scorso anno ha rilevato che il 77,7% dei coreani non era consapevole che pagare per il sesso all'estero fosse un reato secondo il diritto coreano, e che il 78,5% ha pensato che fossero basse le possibilità di essere puniti.
Un'altra causa del problema, secondo il rapporto, è che i turisti sono spesso sollecitati a pagare per il sesso: i coreani tra i 20 e i 30 anni sono attirati su internet verso l'acquisto di pacchetti turistici che coinvolgono la prostituzione, mentre quelli tra i 40 ei 50 anni vengono contattati da agenti di viaggio.
La CCI ha affermato che molti turisti non viaggiano con il fine di cercare sesso a pagamento, ma le guide locali li portano in questo tipo di stabilimenti come parte del pacchetto.
Cr: Chosun Ilbo
Tr: Ciao Korea

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