giovedì 12 marzo 2015

[Attualità] La maggior parte dei rifugiati politici soffre di depressione




Circa il 20,5% dei nordcoreani rifugiati al Sud ha pensato di suicidarsi l'anno scorso, secondo un sondaggio su 1.785 rifugiati dalla 'Korea Hana Foundation'.
La proporzione è tre volte superiore alla già alta media sudcoreana del 6,8%. L'Assemblea Nazionale nel 2012 aveva anche concluso che il tasso di suicidi tra i disertori del Nord è circa tre volte superiore rispetto alla media del Sud.
Un numero considerevole di queste persone soffre di sintomi associati a stress post-trauma, a causa delle circostanze strazianti che li ha costretti alla fuga dal Nord. Spesso vivono con il senso di colpa per avere lasciato la famiglia e i parenti alle spalle e intanto devono affrontare lo stress quotidiano per adattarsi alla vita nel Sud, per via della discriminazione e della solitudine. Tutti questi fattori portano alla depressione o altri problemi mentali.
Kim Man-ki (35), un rifugiato che lavora per una società di costruzioni di medie dimensioni, ha dichiarato di essere ancora ossessionato da incubi. Nei suoi sogni è costretto ad essere rimpatriato in Corea del Nord o di essere selvaggiamente picchiato in una cella di detenzione: "sono passati 16 anni da questa esperienza, ma i ricordi sono ancora dolorosamente vivi nella mia mente".
Altri disertori affrontano uno stato di ansia acuta a causa della povertà, la paura del futuro incerto e della solitudine (che può portare alla depressione cronica), e circa il 52,9% ha avuto bisogno di consulenza e cure.
Il parlamentare Kim Young-woo, del partito Saenuri, ha intervistato 295 nordcoreani nel 2013, e il 78,6% ha dichiarato di sentirsi depresso o triste, l'81% ha ammesso di soffrire di insonnia e ansia e il 63,4% ha perso l'appetito e soffrire di letargia.

Cr: Chosun Ilbo
Tr. Ciao Korea

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