Riportiamo:
Evidentemente la partnership siglata lo scorso autunno, e legata all'integrazione fra le piattaforme di sicurezza dei due giganti, non bastava più. Secondo Reuters e Cnbc, Samsung starebbe trattando l'acquisto di BlackBerry sulla base di un'offerta intorno ai 7,5 miliardi di dollari, poco più di 6 miliardi di euro. È vero, per molti la più fresca immagine che salta in mente quando si pensa all'ex protagonista canadese dell'hi-tech è l'ultimo, bislacco telefono dal formato omologo al nome: Passport. Recente certificazione del continuo fallimento delle strategie di prodotto degli ultimi anni.
Eppure, come molti osservatori stanno spiegando in queste ore, le ricchezze del gruppo di Waterloo, guidato dal Ceo John S. Chen, sono ben nascoste altrove. Non certo nell'ultimo telefono presentato pochi giorni fa, Classic, che si rifà alle linee di mitici modelli di successo del passato come Bold e Curve. Piuttosto, nel ricco patrimonio di brevetti accumulati nel corso degli anni, molti dei quali registrati durante il 2014 con manovre così rapide da apparire quali mosse per avere più voce in capitolo in un'eventuale trattativa di cessione.
Un "know how" potenziale che avrebbe insomma ingolosito i sudcoreani, pronti a impossessarsi dei progetti per sviluppare in proprio soluzioni in ambito di tecnologia indossabile, sistemi di videochiamate, il raffinato e molto apprezzato sistema di messaggistica Bbm (dopo aver ucciso il proprio Chat On) e ambienti operativi per dispositivi mobili. Fra l'altro, proprio la scorsa estate l'azienda nordamericana ha tenuto a battesimo una divisione specifica dedicata agli asset più strategici, BlackBerry technology solutions, incaricata di far fruttare i 44mila brevetti che consentiranno di evitare la bancarotta sfiorata appena un paio di anni fa.
D'altra parte Samsung chiude un anno fatto di luci e ombre. Il nuovo Galaxy S5, lo smartphone di riferimento, non ha dato i risultati sperati affossando i ricavi della divisione mobile. Si punta sull'S6, che sarà svelato fra poche settimane, per recuperare quel 7,7% perso nel terzo trimestre 2014 quanto a quota di mercato degli smartphone. Tizen, il sistema operativo di casa finito da poco sui nuovi televisori presentati al Ces di Las Vegas, non sembra raccogliere grande apprezzamento e perfino la strategia di diversificare e personalizzare Android è più complicata dopo l'uscita della nuova versione, Lollipop.
Per questo, forse, può aver senso cercare una nuova strada. Nel BlackBerry enterprise service, per esempio, che gestisce la metà dei dispositivi aziendali, o negli standard di sicurezza ritenuti superiori rispetto ai concorrenti. È proprio della scorsa settimana la dichiarazione di Chen sullo scandalo di qualche mese fa, quando centinaia di foto intime di star e personaggi dello spettacolo furono sottratte dai rispettivi iCloud Apple e diffuse in rete: "Con i sistemi Blackberry non sarebbe mai successo". O ancora nella Qnx, la piattaforma per l'intrattenimento in auto, i dispositivi indossabili e il cosiddetto "Internet delle cose" che farà parlare fra loro centinaia di milioni di oggetti intelligenti.
Tornando all'offerta, le discussioni fra i vertici si starebbero muovendo su una valutazione fra 13,35 e 15,49 dollari per azione, tra il 38 e il 60% in più del valore attuale. Ma forse i canadesi pretenderanno uno sforzo in più per permettere ai coreani di mettere le mani "sul proprio network e su tutti i suoi sistemi di sicurezza, mossa che sarebbe davvero eccezionale per Samsung", come ha spiegato Ross Healy, analista di MacNicol & Associates. Il pacchetto di brevetti è infatti valutato da solo quasi un miliardo e mezzo di dollari.
Mentre il titolo del gruppo di Waterloo è schizzato del 30% al Nasdaq di New York, puntuale è arrivata la smentita e la relativa discesa nelle contrattazioni after-hours: "BlackBerry non ha alcuna discussione in corso con Samsung rispetto a possibili offerte di acquisto" si legge nella nota dell'azienda che il mese scorso ha sorpreso gli osservatori limitando le perdite del terzo trimestre a 148 milioni di dollari contro i 4,4 miliardi dello stesso periodo dell'anno prima.
Lo stesso comunica Samsung poco dopo la smentita di BlackBerry: "Non abbiamo in programma questa acquisizione", dicono da Seul i portavoce della multinazionale coreana. " Le indiscrezioni di stampa sono senza alcun fondamento". Ma che qualcosa si sta muovendo resta comunque evidente.
Cr: Repubblica, SIMONE COSIMI

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