venerdì 20 giugno 2014
[Attualità]
Il governo giapponese ha incluso nella relazione sulla Dichiarazione Kono che Seoul e Tokyo si sono coordinati sulla formulazione del documento prima del suo annuncio nel 1993.
L'ex Procuratore Capo del Giappone, Keiichi Tadaki, ha informato i partiti di governo e di opposizione riguardo la sua sua indagine di sei mesi sulla validità della dichiarazione, in una riunione della commissione parlamentare di bilancio.
In una successiva conferenza stampa, Tadaki ha sostenuto che Seoul e Tokyo hanno discusso le espressioni nella dichiarazione, la quale è servita come scuse di Tokyo sulle sue malefatte di guerra.
Ha detto che Tokyo ha concordato con Seoul di cambiare la formulazione iniziale, riguardo l'istallazione e la gestione dei bordelli militari durante la Seconda Guerra Mondiale. Tadaki ha affermato che Seoul voleva cambiare la frase iniziale: "reclutatori privati che hanno agito secondo l'intenzione dei militari giapponesi" a "reclutatori privati che hanno agito in risposta alla richiesta dei militari giapponesi".
Nonostante questo, il governo giapponese ha detto di non modificare la dichiarazione Kono.
In una conferenza stampa regolare, il capo di gabinetto giapponese Yoshihide Suga ha commentato la presentazione al governo del rapporto sulla validità della dichiarazione, dicendo che le questioni relative alla storia e la schiavitù sessuale in tempo di guerra, saranno "lasciate gestire agli esperti".
La dichiarazione del 1993 segna la prima volta che il governo giapponese riconosce il coinvolgimento dell'esercito giapponese nella schiavitù sessuale durante la Seconda Guerra Mondiale.
Gli esperti hanno evidenziato che le relazioni della Corea del Sud e del Giappone potrebbero essere ulteriormente tese se la relazione minimizzasse il significato della dichiarazione, e che le due parti stanno negoziando sulla formulazione del documento.
cr: Yonhap
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