lunedì 17 marzo 2014
[Attualità]
La Corte Suprema ha confermato oggi una prima sentenza che riconosce lo status di rifugiato ad un dissidente congolese.
Un uomo congolese di 42 anni è andato in Corea del Sud nel 2007, dopo essere fuggito dalla Repubblica Democratica del Congo. Lì, è era stato torturato dalle truppe governative per aver condotto un raduno in opposizione al governo.
A rischio di deportazione, ha fatto domanda per lo status di rifugiato a Seoul al Ministero della Giustizia, ma la sua applicazione è stata negata. Egli perciò ha citato in giudizio il ministero in un tribunale di grado inferiore e ha vinto; la Corte Suprema ha così confermato il suo status di rifugiato a seguito del ricorso da parte del ministero.
Nel frattempo, la corte superiore ha condannato l'attore in una causa promossa dalla moglie che ha seguito il marito in Corea tre anni dopo il suo arrivo. Il Ministero della Giustizia ha detto che anche se hanno perso il caso, la donna può rimanere in Corea basandosi sul criterio universale che riconosce lo status di rifugiato ai familiari nel caso in cui il capofamiglia è un rifugiato.
cr: Yonhap
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