giovedì 19 novembre 2015

[Attualità] Seoul, manifestazione del 13 novembre, tra accuse di manifestanti e polizia


Decine di migliaia di manifestanti sono scesi in strada durante il fine settimana nel centro di Seoul, protestando contro le riforme del governo, in quella che si è rivelata la più grande manifestazione antigovernativa dal 2008.
La polizia locale ha stimato circa 64.000 manifestanti , nel raduno organizzato dalla ‘Korean Confederation of Trade Unions (KCTU)’, tenuta soprattutto nei pressi della stazione di Seoul, Seoul Plaza e Daehakro, dalle 14:30 fino a mezzanotte. Molti dei partecipanti, che fanno parte di 53 associazioni di lavoratori e organizzazioni civiche, hanno protestato contro le riforme del governo per il mercato del lavoro che favorirebbero l’aumento di operai e lavoratori a tempo determinato e la decisione di reintrodurre libri di storia statali, ma anche contro l'importazione di riso e l’inasprimento dei controlli sui conglomerati coreani. Circa 51 manifestanti, due dei quali studenti, sono stati arrestati per aver aggredito gli agenti di polizia e aver danneggiato le sue attrezzature. Secondo il KCTU, 29 manifestanti sono stati feriti, mentre, secondo quanto riportato dalle autorità, sono 113 gli agenti colpiti durante lo scontro tra i 22.000 schierati. In più, sono stati impiegati circa 700 autobus della polizia e 20 camion. La polizia ha posizionato i suoi bus in modo da creare una barriera in alcune zone nel centro di Seoul e ha completamente bloccato l'accesso a Gwanghwamun .
Sembra che gli agenti fossero armati di idranti sin da subito. A tale proposito, ricordiamo che alcuni manifestanti hanno riferito a maggio di aver sofferto dolori fisici (tra cui vomito, laringite, vesciche…) dopo essere stati colpiti dall’acqua mescolata al PAVA (un gas lacrimogeno composto da capsaicinoide sintetico), e hanno chiesto alla Corte Costituzionale di bloccarne l'uso arbitrario e di far analizzare da un istituto di ricerca la composizione chimica di un campione di liquido raccolto dal sito delle manifestazioni. La legge sull’esercizio delle funzioni degli agenti di polizia limita in modo vago l’uso di attrezzature pericolose; maggiori dettagli si trovano nei regolamenti della polizia, ma queste linee guida stabiliscono solo che le soluzioni contenute nei gas lacrimogeni possono essere utilizzate negli idranti, e non vi sono norme sui generi o sulla concentrazione di soluzioni chimiche da utilizzare.
Nel giugno 2014, la Corte Costituzionale aveva stabilito, con un margine di sei a tre, che l’utilizzo degli idranti in sé non viola i principi della Costituzione, mentre i giudici dissenzienti sostenevano che l’uso degli idranti da parte della polizia debba essere regolato dalla legge, in quanto potrebbe causare lesioni gravi o la morte.
Purtroppo, durante la manifestazione della scorsa settimana, un agricoltore di 69 anni è stato colpito violentemente dal gettito d’acqua di un idrante e al momento è in condizioni critiche (come è possibile osservare nel seguente video (VIDEO) ).
Il clou degli scontri è stato registrato dopo le 19:10, quando la folla ha iniziato a marciare verso Gwanghwamun , provando a penetrare la barriera della polizia, al fine di raggiungere la Casa Presidenziale, il suo obiettivo principale. La barriera formata da quattro autobus della polizia è stata smantellata ad opera di alcuni manifestanti che hanno spostato i veicoli legando delle corde alle ruote. Le autorità hanno riferito che un uomo (uno studente universitario) ha rotto un finestrino di un autobus della polizia parcheggiata davanti all’edificio del Kyobo, nei pressi della stazione di Gwanghwamun, colpendolo con un martello di ferro.
Alcuni testimoni hanno dichiarato che la polizia non ha lanciato alcun tipo di avvertimento prima di colpire. Gli agenti, inoltre, avrebbero utilizzato gli idranti puntando alla folla, formata anche da donne ed anziani, nonostante fosse una serata fredda e piovosa. In aggiunta, per quanto riguarda ciò che è accaduto al signor Baek, l’attacco degli agenti è da ritenersi contro i regolamenti interni della polizia che stabiliscono che bisogna mirare in basso, sotto il petto, e che gli stessi devono impegnarsi in misure di soccorso immediato quando una persona viene ferita. Il ‘Korean Federation Medical Activist Groups for Health Rights’ ha criticato l’azione della polizia affermando che "una persona che diventa bersaglio dell’idrante è sempre a rischio di gravi lesioni come in questo caso". Al contempo, la polizia, supportata da alcuni membri conservatori della stampa, sostiene che tali azioni siano la conseguenza del comportamento violento dei manifestanti che hanno smembrato la barriera di autobus.
Ma come mai si sarebbero spinti fino a questo punto? Tale azione è riconducibile al fatto che la Corte Costituzionale ha stabilito come incostituzionale l’installazione di una barricata di autobus vicino a Seoul Plaza da parte della polizia, dalla morte dell'ex presidente Roh Moo-hyun. La Corte Costituzionale ha legittimato tali "pareti" solo nei casi di "chiaro, imminente e grave pericolo" e anche in caso di tale pericolo, la polizia non può impedire il passaggio dei comuni cittadini che non hanno alcuna relazione con la manifestazione. In questo caso, la polizia ha costituito la parete di autobus prima ancora che la protesta iniziasse, quando non c’era, quindi, nessuna prova di pericolo "imminente". Anche se fosse chiaramente emerso un rischio effettivo, la formazione di un muro di veicoli per bloccare il passaggio di cittadini non collegati alla manifestazione è una violazione della Costituzione.
Le reazioni del mondo politico sono state varie, tra maggioranza e opposizione.
Il portavoce del partito Saenuri, Lee Jang-woo, si è scagliato contro le associazioni dei lavoratori in una sua dichiarazione, affermando che la manifestazione è stata “violenta e illegale”. Moon Jae-in, uno dei principali membri del partito di opposizione, New Politics Alliance for Democracy, ha comunicato via Twitter lo stesso giorno che “la democrazia della Corea è stata bloccata dalle incostituzionali barricate dei veicoli della polizia” e che le autorità dovranno fornire spiegazioni riguardo alla loro reazione eccessiva. Sabato, il leader del NPAD, Lee Jong-kul ha, si è rivolto a Kang Sin-myeong, commissario generale della National Police Agency, condannando il comportamento della polizia, dopo aver saputo del signor Baek. Lee ha dichiarato il giorno seguente che la presidente Park Geun-hye “non sta cercando assolutamente di ascoltare le critiche del popolo verso le politiche del governo” e che la colpa della violenza della manifestazione è da indirizzare maggiormente all’amministrazione .
Durante un’urgente press conference al Seoul Government Complex, il ministro della giustizia Kim Hyun-woong ha denunciato il raduno per la sua violenza ed ha accusato i gruppi di aver impedito di arrestare Han Sang-kyun, presidente del KCTU, affermando che è “intollerabile” che abbiano interferito con l’azione della polizia. Il ministro della giustizia ha annunciato l'intenzione di punire severamente le persone che hanno organizzato la manifestazione e il gruppo che l’ha controllata dietro le quinte, ma molti lo hanno accusato di non aver espresso alcun rimpianto riguardo la grave situazione di Baek, il quale è ora in una situazione critica per un’azione eccessiva della polizia. La Corte ha emesso un mandato di detenzione per l'ex leader della Ssangyong Motor Company Union all’inizio del mese, ritenendolo responsabile per aver lanciato massicce e illegali manifestazioni ad aprile e maggio, per commemorare il primo anniversario del naufragio del traghetto Sewol nel 2014.
La Casa Presidenziale non ha ancora rilasciato dichiarazioni riguardo alla faccenda poiché la presidente è in Turchia per l’annuale summit del G20, prima tappa di un tour di 10 giorni che include le Filippine e la Malesia.

Cr: The Kyunghyang Shinmun, Korea Joong Daily, The Hankyoreh
Tr: Ciao Korea
Photo: The Hankyoreh

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